Ceramica, Italcer completa l'acquisizione di Terratinta Group

Ceramica, Italcer completa l'acquisizione di Terratinta Group

Distretto
L'azienda specializzata nell'alta gamma sale al 100% del capitale

Italcer, società leader del distretto emiliano della ceramica, specializzato nell'alta gamma e nell'arredo bagno di lusso, ha completato l'acquisizione del 100% del capitale di Terratinta, azienda con 26 milioni di ricavi e specializzata nelle superfici di design con sede a Fiorano Modenese. Grazie a questa acquisizione, salgono a nove le operazioni finalizzate dal gruppo in Italia e all'estero negli ultimi sei anni. Tra queste rientrano Fabbrica-AVA, Elios, Devon&Devon, Rondine, Cedir, la spagnola Equipe Cerámicas, Fondovalle e Opificio Ceramico. Fondata a metà del 2017 da Alberto Forchielli, di Mindful Capital, e da Graziano Verdi, già presidente e amministratore delegato di Iris-Granitifiandre e Technogym, Italcer ha chiuso il 2022 con quasi 360 milioni di fatturato e un Ebitda di oltre 80 milioni di euro. Lo stesso amministratore delegato Graziano Verdi racconta come: «L'operazione è coerente con il nostro progetto di creare un hub di design che raggruppa aziende ceramiche alto di gamma e Terratinta rafforzerà ancora di più questa nostra unicità». Dopo anni di costante crescita grazie agli incentivi e alla spinta internazionale del mondo delle costruzioni edili, il 2023 è stato un anno più difficile in cui l'arretramento complessivo è stato intorno al venti per cento. «Questo - spiega ancora Verdi - è da mettere in relazione alla dinamica dei tassi di interesse e alla contestuale crisi mondiale. Nonostante questo, il nostro gruppo è riuscito a limitare i danni con una flessione contenuta intorno all'otto per cento». L'obiettivo di Italcer sin dalla sua nascita «è stato quello di creare una realtà dimensionalmente più solida rispetto a quella rappresentata dal vecchio sistema industriale che esprimeva un marchio per ogni fabbrica. Oggi Italcer rappresenta un luogo capace di offrire la quasi totalità della gamma dei prodotti ceramici, dal mosaico con pezzi di pochi centimetri alle grandi lastre di pavimentazione». Un peso specifico che consente anche investimenti sulla sostenibilità che in un settore altamente energivoro sono strategici. «L'obiettivo del prossimo anno - continua Verdi - è quello di soddisfare il 50 per cento del nostro fabbisogno energetico attraverso l'utilizzo di fonti rinnovabili, in primo luogo con il fotovoltaico ma pensando anche al futuro che si chiama idrogeno. Infatti stiamo installando dei forni che già oggi possono essere convertiti a questa tecnologia». Se già oggi Italcer realizza solamente il 20% del suo fatturato in Italia e il rimanente ottanta è fatto di esportazioni, il futuro parla sempre di più americano. «Sorgerà proprio negli Stati Uniti la prima fabbrica del gruppo fuori dai confini nazionali - conclude Verdi -, un mercato che già per il prossimo anno vede il ritorno di prospettive di crescita». Nell'operazione, l'attuale Ceo ed azionista di Terratinta, Luca Migliorini, diviene azionista di Italcer con una quota di circa l'1 per cento: «Questi quindici anni ha spiegato - sono stati un viaggio incredibile. Siamo riusciti, grazie alla determinazione di tutto il personale e al contributo di mio fratello Marco a proiettare la nostra realtà in una dimensione innovativa: da un ufficio di 40 metri quadri a BCorp che raggiunge oltre 50 mercati nel mondo. Con Italcer condividiamo valori e visione del futuro: una crescita sostenibile per tutti i nostri brand sulla spinta dell'innovazione tecnologica». © RIPRODUZIONE RISERVATA 

Verdi (ad Italcer): operazione coerente con il nostro progetto di creare un hub per il design

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