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Così Italcer vola - Il Gruppo guidato da Graziano Verdi ha acquisito Rondine. Fatturato oltre i 200 milioni


È appena calato il sipario sul Cersaie, la fiera più importante del mondo per il settore dellaceramica e per la piastrella valley reggiano modenese, sono tre i focus che spostano l’attenzione sulla grande finanza: la ceramica ABK entra in Borsa con la Spac Capital for Progress , il fondo Quattro R entra in forze nel gruppo Ceramiche Ricchetti e con un colpo a sorpresa Graziano Verdi con l’alleato italiano , Mandarin Capital Partners sgr, tramite il suo fondo MCP
II condotto dal romagnolo Alberto Forchielli, rileva il 100% del gruppo Rondine di Rubiera. Per Verdi si tratta di un raddoppio dimensionale che apre la porta alla quotazione in Borsa già nel 2020. Il  nuovo polo Italcer infatti già oggi fattura 200 milioni di euro, 34 milioni di ebitda, oltre 600 dipendenti e 15 milioni di metri quadrati di piastrelle come capacità produttiva.

 
E non sono escluse altre acquisizioni per arrivare a 300 milioni di fatturato prima della quotazione. Manca ancora l’annuncio ufficiale, il closing formale, ma tutto indica che «l’affare è fatto». Rondine Group, attivo dal 1961, sotto la guida di Lauro Giacobazzi che divide proprietà e gestione al 50% con i turchi di Seramiksan, uno dei maggiori produttori di ceramica in Anatolia, subentrato nel 2013 al fondo di private equity Progressio Sgr, ha chiuso il 2017 con 108 milioni di euro di fatturato e 14,5 milioni di utile, con un team di 291dipendenti tra le tre fabbriche di Rubiera, specializzatain gres porcellanato, quella di Vetto (sempre nel Reggiano) sede della Sadon acquisita nel 2010 e leader nei battiscopa e quella di Sassuolo di Spray Dry, il più importante produttore di atomizzato del comprensorio ceramico sassolese. Lo stabilimento  di Rubiera (Reggio Emilia) è dotato di impianti per la produzione di gres porcellanato di ultima generazione, con una capacità produttiva di 4,5 milioni di metri quadrati annui di pavimenti e rivestimenti. Lo stabilimento adotta misure per la riduziione delle emissioni e dei consumi e per il monitoraggio dell’ambiente, previsti dal regolamento Emas. La holding Italcer Group che ha aperto un grande show room a Palazzo Casoni - Imola - ha chiuso il 2017 con circa 100 milioni di fatturato con le tre società rilevate dall’avvio del progetto e la primavera del 2017: la ravennate La Fabbrica Ceramiche, la modenese Elios Ceramica, Ava e Devon&Devon. I numeri danno ragione a Verdi: oltre 2000 clienti e centinaia di progetti realizzati in tutto il mondo, primo fra tutti il Maranello Village, ma anche hotel di lusso a Parigi, Firenze, Roma, Londra, Vienna, Istanbul, New York, Chicago e molti altri ancora, aprono la porta a nuovi sviluppi sui mercati internazionali.

Verdi sceglie solo aziende di alta gamma con doti di innovazione tecnologica e creatività. Punta a dimensioni consistenti con il consolidamento in Italia e l’espansione estera, passando per l’Europa e l’Asia; e pensando agli Usa, dove è ancora presto per un investimento greenfield, che potrà diventare
realtà dopo qualche acquisizione.


L’obiettivo di Verdi e Forchielli è di arrivare entro il 2020, attraverso significative acquisizioni, a creare un gruppo con stabilimenti specializzati in produzioni distintive, capaci di realizzare a regime un fatturato intorno ai 500 milioni di euro e con un ebitda prossimo al 18%.

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